Teatro Borsoni

Affidamento progettazione preliminare e definitiva della scenotecnica e impianti AVLS


Ho ricevuto dal Centro Teatrale Bresciano (CTB) – Comune di Brescia l’incarico per la progettazione preliminare e definitiva degli impianti scenotecnici AVLS del Teatro Renato Borsoni, un nuovo spazio culturale dedicato a spettacoli teatrali, musicali, congressuali e performance sperimentali della città di Brescia. Il progetto ha riguardato la Sala Castri (Sala Grande) e il Ridotto (L’Isola che Non C’è), concepite per offrire versatilità, innovazione e sicurezza agli spettacoli che verranno ospitati. La mia progettazione ha integrato soluzioni scenotecniche avanzate con le esigenze architettoniche e normative, garantendo un teatro polifunzionale e all’avanguardia.

Caratteristiche del progetto
Il progetto ha coinvolto la progettazione esecutiva di tutte le infrastrutture sceniche in collaborazione con altri professionisti, con le seguenti attività chiave:

Consulenza e studio normativo:
A. Ho fornito consulenza sulle prerogative funzionali del teatro, definendo soluzioni operative per adattare la Sala Castri e il Ridotto a diverse tipologie di spettacoli in accordo con la proprietà. Ho condotto uno studio delle normative applicabili (es. UNI EN 17206, NTC 2018, Circ. MI. 30-10-2023 nr. 15985), assicurando la conformità per la collaudazione e la sicurezza, collaborando con altri professionisti e tecnici per risolvere interferenze e ottimizzare l’integrazione tra impianti scenotecnici, architettura ed acustica.

B. Progettazione scenotecnica della Sala Castri con inserimento della Torre scenica: alta 13,4 m, con una graticcia acustica di 130 m² dotata di 57 tagli “all’italiana” e 2 tagli “alla tedesca” per movimenti traslabili dei tiri motorizzati da 900 kg. 

C. Sistemi di sollevamento: 6 tiri motorizzati traslabili sul palco e 2 tiri fissi come americane di sala, gestiti da 16 paranchi ASM Otto da 500 kg con sistema di sicurezza “safety catch”, conformi a UNI EN 17206 per il sollevamento sicuro di carichi e persone. 

D. Palcoscenico: antisismico (NTC 2018), rivestito in abete (spessore 92 mm, portata 500 kg/m²), accessoriato da una piattaforma idraulica e una botola con scala per l’uso del sottopalco. 

E. Impiantistica: 120 circuiti elettrici per l’illuminazione scenica, reti digitali in rame e fibra ottica, e moduli PLB (box multifunzione) per audio, luci e video, distribuiti su palco e sala. 

F. Ballatoi: Perimetrali, sottostanti alla graticcia, con funzioni acustiche e di manutenzione.

G. Per il  Ridotto (L’Isola che Non C’è) ho progettato uno spazio versatile per performance creative, dotato di una rocchettiera sul palco e un’americana di sala fissa per l’ancoraggio di elementi scenici. La meccanica superiore e l’impiantistica integrata supportano configurazioni flessibili, rendendo il Ridotto un “gioiello” per spettacoli innovativi saggi e prove di spettacoli.

Parte Integrazione e digitalizzazione
Ho sviluppato soluzioni tecniche migliorative, come sistemi di controllo digitale per i tiri motorizzati e reti in fibra ottica, per supportare la digitalizzazione del teatro.

Elaborati tecnici
Ho prodotto documentazione completa  incluse relazioni illustrative, tecniche e specialistiche (meccanica di movimentazione, sollevamento carichi sospesi), elaborati grafici, calcoli strutturali, computi metrici, piani di sicurezza e quadro economico

Macro Numeri
Sale: Sala Castri (Grande) e Ridotto (L’Isola che Non C’è). 
Torre scenica: Altezza 13,4 m, graticcia 130 m², 57 tagli “all’italiana” + 2 “alla tedesca”. 
Tiri motorizzati: 6 sul palco, 2 fissi in sala, 16 paranchi ASM Otto (500 kg ciascuno). 
Palcoscenico: Portata 500 kg/m², rivestimento in abete 92 mm
Sottopalco con piattaforma idraulica di collegamento e botola di discesa
Impiantistica: 120 circuiti elettrici, reti digitali in fibra ottica e rame, 30 moduli PLB. 
 
Valore Semiotico
Il Teatro Borsoni combina elementi del teatro all’italiana (graticcia, tiri, struttura scenica tradizionale) con l’avanguardia del teatro sperimentale. La Sala Castri, con la sua torre scenica e i tiri motorizzati, comunica stabilità e precisione tecnica, mentre il Ridotto, con la sua versatilità, rappresenta flessibilità e innovazione. Questi segni scenotecnici favoriscono un’esperienza dinamica, dove il pubblico può essere coinvolto attivamente in configurazioni non convenzionali, rompendo la rigida separazione tra palco e platea.

Risultato
La mia progettazione scenotecnica ha completato il Teatro Borsoni in un hub culturale polifunzionale, capace di ospitare spettacoli di prosa, musica, eventi congressuali e performance sperimentali. Le soluzioni tecniche avanzate, la conformità normativa (UNI EN 17206, NTC 2018) e l’integrazione digitale garantiscono sicurezza, funzionalità e un’esperienza immersiva, consolidando il teatro come punto di riferimento per la cultura bresciana.

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